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Visualizzazione dei post da 2009

Problemi e soluzioni

Cercando 'danni auto parcheggiata' Google restituisce un link dove sono riportati i quesiti di un esame universitario del corso di Istituzioni di Matematica, Probabilità e Statistica. PROBABILITA' . Un Decreto Comunale stabilisce che in una certa citta' sia possibile parcheggiare solamente nei due parcheggi non custoditi P1 e P2. La probabilita' di subire un danneggiamento è pari a p1 = 0.1 nel parcheggio P1, mentre è pari a p2 = 0.2 nel parcheggio P2. 1. Nel parcheggio P1 sono parcheggiate 20 auto, le une indipendentemente dalle altre. Calcolare la probabilita' p che almeno tre di queste auto subiscano danni. 2. Sapendo che il 70% degli utenti sceglie il parcheggio P1, si calcolino: (a) la probabilita' che un’auto parcheggiata in questa citta' subisca danni; (b) la probabilita' che un’auto parcheggiata in questa citta', e che abbia subito danni, sia stata parcheggiata nel parcheggio P1. Ora, avendo preso 18 all'esame di Statisti...
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La Milonga nei giorni festivi più che un luogo dove si esercita la passione per il tango assomiglia al banco macelleria. Che poi sarebbe l'anticamera pubblica dello scannatoio. E bisogna rassegnarsi all'evidenza che se non si mette in mostra una quantità di pelle nuda pari almeno a quella di un quarto di bue, non si ha alcuna speranza di successo. Le puriste dell'arte non possono che arrendersi e abbandonare la pista a metà serata, aspettando tempi migliori.

Tell me why...

Il lunedì è veramente dura, è dura per tutti, si sa... E figuriamoci quando hai passato il sabato tra un addio e un lavoro da finire e la domenica a lavare e stirare, chè non avevi più uno straccio pulito da metterti. E non parliamone poi quando un fine settimana così capita con il tuo compleanno di mezzo. Ma il lunedì, dicevamo,...è sempre dura, e per questo è normale che la prima cosa che si fa quando si arriva in ufficio è cercare qualcuno con cui andare a prendere un caffè. Un caffè con i colleghi, perchè il lunedì sia meno duro. Tutto normale, insomma. Ma anche no, perchè tra i colleghi ce n'è sempre uno che non sa cosa dice, che per fare il brillante e trascinarti di peso in una conversazione nella quale non ti sogneresti mai di aprire bocca dice la prima cosa che gli viene in mente e che possa farti male. E allora mi viene in mente una canzone...e forse chissà, e...
Arresta il sistema. Nervoso

"La notte fa benissimo a meno del tuo concerto"

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La notte fa benissimo a meno del tuo concerto...ma noi no. E stasera anche io non potevo mancare.

Evaporata in una nuvola rossa

Ubriacarsi con il vino rosso non è un'attività che si addice ad una signora, ma mi sento scagionata dalla colonna sonora appropriata. De Andrè. Amico fragile. E poi, risvegliarsi in piena notte e vedere Milano avvolta dalla nebbia all'inizio di agosto era uno spettacolo da non perdere. A proposito di segnali.
Timidi tentativi di ottenere considerazione. Del tutto inutili. Impossibile capire dove sbagli. Ergo, impossibile rimediare. La vertigine in questi giorni non è voglia di volare. Direi che è qualcosa più vicino al desiderio di scaraventarsi al suolo. Avverti ciò che sta per succedere con settimane di anticipo. Nel torpore complessivo, l'unica ad essere vigile è la Cassandra che c'è in te. Non aprite le porte.
Sintomi di malessere generalizzato. Sulla pelle e nell'anima. Vedi segnali funesti ovunque. L'ibisco quest'anno non è fiorito. Prodromi di paranoia. Rimandi, a priori. Senza all'apparenza preoccuparti del fatto che la vita non può essere rimandata ad oltranza. Torni a provare fastidio. Per ogni persona che non mostra la dovuta attenzione. In pratica chiunque.
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Se l'autostima in questi giorni arrivasse alle caviglie forse riuscirei a fare un ocho indietro senza incasinarmi.  
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Osservare Magritte. Essere presi per mano e portati sull'orlo del proprio abisso interiore. Ed essere costretti a guardare giù.

Il destino nel nome

A chi non è mai capitato, riascoltando una vecchia canzone, di scoprire un significato nuovo, una sfumatura che prima non era stata colta? A me è successo, qualche giorno fa, con Battisti e quella sua voce dolente... Hai ragione anche tu cosa voglio di più un lavoro io l'ho una casa io l'ho la mattina c'è chi mi prepara il caffè questo io lo so e la sera c'è chi non sa dirmi no cosa voglio di più hai ragione tu cosa voglio di più.. E mi dico...certo che ha ragione, quel tuo amico, echecazzo! C'hai già tutto, e non ti basta? Ma soprattutto, mi chiedo, con tutte le Ilarie,Alessie, Lucie che ci sono in giro (non tiro in ballo le Francesche e le Laure, che, poverine, hanno i loro problemi) dovevi venire a rompere l'anima proprio a me?

E' un mondo troppo difficile..

Considerato l'elenco delle svariate categorie di persone con le quali non riesco a rapportarmi: - commesse dei negozi in franchising - venditori di mobili - il mio portinaio - meccanici auto - mia madre Ne consegue l'impossibilità di portare a termine i seguenti compiti: - comprare un paio di calzini di una marca ben precisa - acquistare il letto nuovo - chiedere istruzioni sul colore per ridipingere la ringhiera - portare l'auto a fare il tagliando - fare gli auguri per la festa della mamma.

Gente da aperitivo

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Sabato scorso non mi sono potuta sottarre all'evento organizzato rigorosamente su Facebook dal coinquilino, che dopo una lunga parentesi romana è tornato a farmi visita. Non essendo su Facebook ovviamente io l'ho saputo solo perchè lui abita con me. La verità è che non sono mai stata adatta alla vita da aperitivo milanese. Anche quando ero all'università mi mancavano tutti i prerequisiti fondamentali per essere una ragazza da aperitivo: abbigliamento giovane, sorriso svanito e quel "ciaaaaoooooo!!!!!!", urlato con un tono che lascia intendere solo: "Non mi ricordo come ti chiami, forse non ti ho mai nemmeno visto, ma sono felice che tu sia qui". Essendo oltretutto priva di tatuaggi o piercing da esibire, ma solo portatrice di occhiali fuori moda, non avevo alcuna speranza di mimetizzarmi nella gioventù da aperitivo. Con gli anni non sono cambiata, continuo a preferire vino e slowfood a spritz e fingerfood....

Personality disorder

Se solo potessi sapere cosa sarà di me da qui ad un mese forse riuscirei a fare un minimo di sforzo per fare un po' di ordine.

voglia di...

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Voglia di lavorare: zero. Voglia di ragionare: zero. Voglia, in generale: zero...

Altri 100 di questi giorni..

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Non amo le feste di compleanno, nemmeno quando  è il mio; ma a lei gli auguri li devo proprio fare.

Tra le braccia di Morfeo

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Riuscire a dormire 12 ore in un giorno infrasettimanale è un'esperienza da non sottovalutare.

Persone 'estroverse'

Sentirti sommersa di domande dirette sulla tua vita privata, peraltro senza che tu le abbia provocate, ti lascia con una sensazione di fastidio addosso, che dura giorni e giorni. Come se ti fosse entrato un ladro in casa, anche se è riuscito a portar via solo dieci euro.

BS Suicides

E' con sommo orgoglio che Bellystar annuncia il proprio contributo ad uno dei blog più stupefacenti accolti dalla rete: il blog del Suicidatore. Suicidio n.293: Unico testimone, la Luna piena Suicidio n.299: Squola Suicidio n°334: Un amore cieco  

Pensieri positivi

Signori della Corte, sapete cosa vi dico? Che l'eutanasia sia concessa anche ai malati terminali dell'anima. Solo su espressa richiesta, ovviamente. E nessuna pietà, vi chiedo, nessuna pietà per gli stupratori del cuore. A prescindere.

L'occhio di Facebook e il suo occulto potere

Il mio coinquilino è partito. E' la vita scellerata del consulente durante la crisi, che il venerdì sera non sa per quanto tempo sarà ancora a lavorare per il cliente X nella città A, il lunedì mattina sa solo che non sta già più lavorando dal cliente X, il lunedì pomeriggio gli viene comunicato che lavorerà dal cliente Y nella città B. A 600 Km di distanza, da domani...va bè dopodomani proprio perchè siam buoni. Per almeno sei mesi. Che nel gergo aziendale vuol dire moltiplicare x2. Il resto lo scoprirà solo vivendo. Ammesso che riesca a sopravvivere. Dopo tre anni di coinquilinato e a poco più di tre mesi dal trasloco, devo dire che il colpo  non è stato semplice da incassare. In ufficio non ho detto nulla: l'esperienza recente mi ha insegnato che è l'unico modo per evitare le domande di rito su quando e con quale frequenza tornerà a Milano e cosa ...

Lamento - Istruzioni per l'uso.

Il mercoledì sera vado a danza. Bisogna dire che la lezione non va sempre bene: a volte si torna a casa depresse, perchè la maestra è tanto brava quanto esigente e puntigliosa. Soprattutto quando iniziamo a studiare le coreografie per lo spettacolo di fine anno, noi povere allieve veniamo letteralmente vivisezionate. Perchè il braccio non è mai abbastanza lungo, le gambe mai abbastanza tese, il piede non abbastanza 'en dehors',la diagonale non è diagonale se invece di essere voltata a 45° sei a 50°, la schiena mai abbastanza dritta. E trova da dire pure sul capello, sì, il capello. Che non è fluente se il movimento della testa non è languido abbastanza. Ora. Ripeto, non va sempre bene, ma quando va bene...torno a casa e mi interrogo. Ma io...con il mio capello fluente, il piede meravigliosamente en dehors, le braccia lunghe, la schiena dritta... Io, perchè son costretta la mattina dopo ad alzarmi per andare a ...

(In)Discrezione

Otto anni di open space dovrebbero averti insegnato che è matematicamente impossibile avere un appuntamento privato a pranzo senza essere sgamata, anche se le tue mosse sono notoriamente all'altezza di un agente segreto del MI6. Ma in tutto questo, al di là della considerazione che la gente non ha altro di meglio a cui pensare se non ai fatti altrui, nella reazione di un collega che nel cercare di indovinare come è andata ti chiede: "Sono previsti rilasci notturni?" oppure "Hai trovato un defect?", almeno hai un motivo, purtroppo l'unico, per sorridere.

Una Befana in ritardo

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Quest'anno ho deciso di appendere la scopa al chiodo e munirmi di un paio di ali, che tra l'altro si intonano meglio con il mio reggicalze . Ho passato la vigilia dell'Epifania ad allenarmi, poi, vista la situazione meteo, ho pensato fosse il caso di sospendere le consegne fino a nuovo ordine, così mi son seduta su un tetto ad ammirare il panorama.