Scavi, a mani nude. Disperatamente. Per dare un senso al dolore stratificato devi arrivare a vederle, quelle ossa seppellite sotto anni di indifferenza. Che sono le tue ossa spezzate ed è il tuo sangue raggrumato per i massi lanciati, con mira perfetta, contro la tua dignità. Strappare i veli del perbenismo, portare qualcuno a vedere i tuoi abissi e le colpe che qualcun altro ha scelto per te non è un’impresa semplice. Solo qualcosa che va fatto, ad un un certo punto. Che il mondo, tutto sommato (forse) è anche un bel posto.
Te ne sei andata proprio oggi. E non so se sono più incredula o arrabbiata e riesco persino a sentirmi in colpa per non poter essere stata lì a sorreggerti, dopo che tu l’hai fatto tante volte con me. Tu che eri così forte, che eri sempre tu a volere a decidere e a far accadere le cose. Che anche la nostra amicizia l'avevi cercata tu, per un motivo che era stato un mistero per anni. E che sorpresa era stata sapere, a vent’anni, che volevi avermi come amica perché vedevi in me una bambina coraggiosa come te, tu che a vent’anni mi sembravi tanto più coraggiosa nell'affrontare il mondo ed eri sfrontata con le persone, anche con quelle che non conoscevi. E adesso non posso smettere di pensare a tutte le volte che abbiamo riso insieme e al tuo modo di ridere che era così bello e cristallino. E ai nostri discorsi e ai giochi da piccole, e ai discorsi e ai giochi che diventavano sempre più da grandi, fino a trovarci giovani donne, reciproche testimoni dell’effetto scomposto che i miei...
Mi scrive N. su Whatsapp: "Che poi Mercoledì Addams sei tu". In effetti la adoro da quando ero piccola. Mi facevo anche le trecce uguali uguali. C'è stato un periodo in cui per giocare toglievo la testa alle bambole, perché anche io volevo avere la mia Maria Antonietta. Mi hanno fatto smettere.
Cuore zingaro, non voltarti.
RispondiEliminaE razionalmente pensi che a volte sia meglio lasciar correre...
RispondiEliminahttp://www.youtube.com/watch?v=SiRliphW9ik&feature=related
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