mercoledì 8 giugno 2011

Di pali, elefanti e fili di seta


Qualche giorno fa sono stata al cinema a vedere 'La fine è il mio inizio', il film basato sul libro del figlio di Tiziano Terzani, nel quale il giornalista fa un racconto/resoconto della propria esistenza.
Terzani descrive l'amore con la moglie Angela, durato tutta la vita, con la seguente metafora.



Lei: un palo.
Lui: un elefante.
L'elefante è legato al palo con un lungo filo di seta.
L'elefante, se volesse, potrebbe dare uno strattone al filo di seta e liberarsi dal palo, ma non lo fa mai: si limita a girargli intorno, ma non se ne va: resta lì per tutta la vita.



Romantico, a prima vista.
Lo è sembrato anche a me, a prima vista.
Ma, calandomi nella parte del palo (e ultimamente mi riesce abbastanza facile calarmi..nella parte parte del palo, intendo), mi chiedo se io potrei mai esser felice così.
Come un palo.
Con un elefante che mi gira intorno, e una volta ogni tanto mi si struscia contro.
Con annessi,connessi e relativi rifiuti organici.
Mah.

4 commenti:

  1. Probabilmente è una metafora presa dal quell'Oriente in cui loro sono vissuti quasi sempre, e che, sinceramente, anche a me rimane difficile capire;  ma forse per loro è il massino del romanticismo :-)

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  2. Ritengo molto romantica la metafora in quanto non è tanto chi è che cosa, ma piuttosto che lui ogni giorno sceglie lei, sceglie di rimanere legata a lei nonostante potrebbe in ogni momento andarsene via... è lo scegliere ogni giorno di vivere con una persona che è molto romantico.

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  3. a me piace piu' l'immagine di un palloncino di elio attaccato al polso di una bambina: almeno la bambina e' cosa viva...e puo' andare dove vuole...

    Il problema e' che e' il palloncino ad essere una cosa...potrei riaggiornarlo sentendomi un falcone o un pappagallino, ma forse e' ancora meno attraente visto con sguardo femminile...

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  4. Forse le metafore confermano l'impossibilità di descrivere verosimilmente un uomo e una donna che scelgono di stare insieme ogni giorno, per sempre. Che poi è l'essenza dell'amore romantico, quindi pura utopia. Per questo sostituiamo uno dei due (o entrambi) con cose/animali e immaginiamo che siano vincolati da un qualche legame esterno e tangibile.

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