Scavi, a mani nude. Disperatamente. Per dare un senso al dolore stratificato devi arrivare a vederle, quelle ossa seppellite sotto anni di indifferenza. Che sono le tue ossa spezzate ed è il tuo sangue raggrumato per i massi lanciati, con mira perfetta, contro la tua dignità. Strappare i veli del perbenismo, portare qualcuno a vedere i tuoi abissi e le colpe che qualcun altro ha scelto per te non è un’impresa semplice. Solo qualcosa che va fatto, ad un un certo punto. Che il mondo, tutto sommato (forse) è anche un bel posto.
Te ne sei andata proprio oggi. E non so se sono più incredula o arrabbiata e riesco persino a sentirmi in colpa per non poter essere stata lì a sorreggerti, dopo che tu l’hai fatto tante volte con me. Tu che eri così forte, che eri sempre tu a volere a decidere e a far accadere le cose. Che anche la nostra amicizia l'avevi cercata tu, per un motivo che era stato un mistero per anni. E che sorpresa era stata sapere, a vent’anni, che volevi avermi come amica perché vedevi in me una bambina coraggiosa come te, tu che a vent’anni mi sembravi tanto più coraggiosa nell'affrontare il mondo ed eri sfrontata con le persone, anche con quelle che non conoscevi. E adesso non posso smettere di pensare a tutte le volte che abbiamo riso insieme e al tuo modo di ridere che era così bello e cristallino. E ai nostri discorsi e ai giochi da piccole, e ai discorsi e ai giochi che diventavano sempre più da grandi, fino a trovarci giovani donne, reciproche testimoni dell’effetto scomposto che i miei...
Un volto di donnabambina nella lista dei necrologi. Tra quelle foto in posa, tra rughe e visi consumati dagli anni, ferisce come un pugno in faccia, la pelle di porcellana dei tuoi 15 anni . QUINDICI ANNI, cazzo. 15. Con lo sfondo di una tragedia, di quelle innominabili, di quelle che lasciano attoniti. No, non è possibile e infatti non ci credi, all'inizio. Ma poi, devi. Tra quel via vai di gente che parla, che ricorda com'eri. "Come SEI", ti ricordano, perché anche loro non credono. Non credono, ancora, e chissà se crederanno mai. E tu, osservando tanta fragile bellezza, fai solo quello che devi fare. Abbracci e consoli. Lo fai, perché è quello che devi fare. Anche se vorresti solo urlare. E infatti urli, appena rimani sola. Perché non c'è altra cosa da fare. Bestemmi, anche, cos'altro si potrebbe dire? Che anche se non ci hai mai creduto, domandarsi dov'è il Dio degli altri, in questi momenti, è inevitabile.
la prima che hai detto! scerbanenco sotto la pioggia milanese è come deve essere scerbanenco...
RispondiEliminaLa pigrizia è un vizio troppo spesso sottovalutato
RispondiElimina